COD: Black Ops [Second Opinion]
Activision ci riporta in guerra!
By Simone Giorgi, 13/11/2010
Una scomoda eredità!
Ormai marchio di fabbrica di casa Activision, la serie Call of Duty continua a far parlare di se, e ad ogni sua nuova apparizione, milioni e milioni di appassionati sono pronti a lanciarsi a scatola chiusa dal proprio negoziante di fiducia per accaparrarsi la propria copia del gioco. Il prodotto, seppur passato in “gestione” dalle sapienti mani di Infinity Ward (Modern Warfare 2), a quelle di Treyarch (World at War), sembra non aver perso lo smalto delle sue recenti origini, proponendo un’intelaiatura di gioco decisamente riconducibile all’acclamatissimo secondo episodio targato Infinity Ward. L’eredità dunque, era pesante e pressante, Treyarch sarebbe stata un bersaglio facile anche perché la formula che avrebbe spiegato l’eventuale insuccesso, sarebbe stata chiara a tutti. Quindi, con tanto di occhi puntati addosso e sotto un’immensa lente d’ingrandimento pronta a scovare il fatidico pelo nell’uovo, gli sviluppatori di questo Black Ops, hanno sfornato un prodotto con basi solide e qualche idea originale in grado di accontentare la massa di appassionati assetata di guerra targata Call of Duty.
Bad Boys Bad Boys!
Mi veniva in mente questa canzone ammirando le gesta del buon Alex Mason (membro, insieme ad altri suoi compagni di viaggio, del SOG – Studies and Observation Group), protagonista di questo Black Ops e traghettatore di una storia davvero ben collaudata e ricca di colpi di scena. A dirla tutta una delle migliori sceneggiature mai apparse nella lunga serie di questo brand, più matura e misteriosa; appassionate, ricca di flashback che fungeranno da collegamento alla narrazione parallela e arricchita peraltro da scene studiate da una regia in grado di misurarsi con i migliori prodotti Hollywoodiani degli ultimi tempi. L’avventura, che ci porterà ad affrontare una minaccia terroristica durante il periodo della Guerra Fredda, ci darà occasione di visitare diverse parti del mondo (Vietnam, Kazakistan etc), tutte rappresentate con maestria e senso scenico d’impatto.
Squadra che vince non si cambia
Se volessimo imputare qualcosa a questo Black Ops dovremmo gioco forza puntare il dito sulla sua effettiva somiglianza con il precedente capitolo. D’altro canto, era difficile smontare la formula vincente firmata Infinity Ward, quindi cosa più semplice e astuta era muoversi all’interno dei loro schemi portando qua e la delle migliorie e delle novità stuzzicanti. Risultato? Obiettivo centrato in pieno e prodotto comunque di livello. Il gameplay di Call of Duty: Black Ops almeno per la componente single player rimane dunque ancorato alle sue precedenti origini, portando dalla sua qualche novità dal punto di vista dell’arsenale disponibile e ad alcune situazioni in-game che vivremo durante l’avventura. Anche in questo episodio verremo messi al cospetto di situazioni in cui avremo modo di “cavalcare” mezzi di diverso tipo, elicotteri, moto etc. Queste sequenze risultano dannatamente divertenti, ma soprattutto coinvolgenti dal punto di vista emotivo. L’avventura principale risulta inoltre impreziosita da nemici e compagni mossi da un’intelligenza artificiale ben sviluppata che vi darà filo da torcere soprattutto se imposteremo il livello di difficoltà più alto. Livello di difficoltà che se settato a livello massimo si dimostra effettivamente duro e in alcuni tratti addirittura frustrate. Il consiglio dunque, almeno per i neofiti, è quello di cominciare il gioco ad un livello di sfida medio, per poi magari cimentarsi in quello più difficile una volta terminata l’avventura. Avventura che si aggirerà, a seconda del grado di difficoltà settato e dalla vostra esperienza con il genere FPS, introno alle 6/8 ore di gioco.
L’immancabile multiplayer
Aspetto sicuramente più rivisto rispetto alla componente singolo giocatore è il comparto multiplayer dove Treyarch ha dimostrato di saper mischiare le carte in tavola e proporre qualche novità stuzzicante. Certo anche qui la struttura non è stravolta, ma per certi versi può considerarsi migliorata. Call of Duty: Black Ops propone al giocatore un sistema di livellamento basato su due interessanti novità: i Cod Points e gli obiettivi Contracts. Nel primo caso si tratta di una vera e propria valuta studiata per il gioco… ogni nostra azione valevole di menzione all’interno delle partite multiplayer produce denaro virtuale spendibile poi nel mercato di Black Ops. Killstreak, armi, personalizzazioni per il personaggio etc. saranno così acquistabili durante il susseguirsi degli scontri online. Ovviamente il costo di questi upgrade varierà a seconda della potenza distruttiva dell’elemento desiderato. Gli obiettivi Contracts sono legati anch’essi ai Cod Points, perché per poterli avviare sarà necessario l’utilizzo di quest’ultimi. In sostanza si tratta di sfide attivabili, (una sorta di scommesse), che se superate in un certo lasso di tempo, ci porteranno ad accumulare altro denaro. Le missioni potranno variare dalla semplice esecuzione di un determinato numero di headshot, all’uccisione dei nemici utilizzando una specifica arma e così via. Questa caratteristica ci porterà ad avere un approccio alle partite spesso differente regalandoci nuove possibilità di divertimento. Treyarch ha dunque sviluppato una valida alternativa alle classiche modalità di gioco deathmatch e capture the flag. Tornano in grande stile anche i diversi Killstreak con l’aggiunta della tanto acclamata piccola macchina radio comandata esplosiva. Gli ambienti sono anche’essi ben strutturati e il level design propone sfide adattabili a tutti i tipi di partite proposte e disponibili. In altre parole il lavoro degli sviluppatori anche se, ripetiamo, non propriamente originalissimo, ha saputo ritagliarsi una propria identità in grado di affiancare e in qualche caso superare quello precedente.
La guerra è qui!
Tecnicamente Black Ops presenta un comparto grafico di livello, ma soprattutto, lasciando da parte qualche texture poco raffinata, un motore fluido e saldamente ancorato sui 60 fps, elemento fondamentale per la realisticità dell’azione in corso, in questo modo sempre costante e mai appesantita da fastidiosi cali. Il sonoro rappresenta anch’esso una componente di rilievo attestandosi su ottimi livelli soprattutto dal punto di vista ambientale. Qualche problema invece l’abbiamo riscontrato nel doppiaggio, alcune volte fuori sincrono e quindi implementabile con maggiore attenzione. Il gameplay come vi abbiamo detto, soprattutto per la componente single player, sa di già visto, ma l’aspetto narrativo del gioco metterà una toppa a questa inevitabile considerazione. La longevità invece sarà garantita dal sontuoso comparto multiplayer online, sempre di livello e in questo caso in grado di portare qualche stuzzicante novità nell’impianto classico della serie.
Concludendo
Call of Duty: Black Ops si è dimostrato una piacevole sorpresa… i Treyarch, infatti, seppur prendendo spunto in maniera palese dai ragazzi Infinity Ward, hanno saputo confezionare un prodotto di livello impreziosendolo con qualche aggiunta valevole di considerazione. Storia probabilmente ai massimi livelli, gameplay collaudato, longevità sorretta da un sempre solido e valido multiplayer online, fanno di Black Ops un titolo da provare per chi non avesse mai avuto modo di confrontarsi con la serie, e un acquisto obbligato per i fan che ancora oggi avranno il piacere di sollazzarsi con la meccanica collaudata e certamente non stravolta di questo ennesimo prodotto confezionato ad arte targato Activision.
Pagina ufficiale: COD: Black Ops [Second Opinion]
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Info
SVILUPPATORE:
Treyarch
EDITORE:Activision
GENERE:Fps
SOTTOGENERE:N/A
CONSOLE:Play Station 3
GIOCATORI:Singleplayer
SITO UFFICIALE:Voti
| Grafica: | 90 |
| Motore grafico ancorato sui 60 fps | |
| Sonoro: | 88 |
| Ottimi effetti, fuori sincrono il doppiaggio | |
| Giocabilità: | 90 |
| Poche novità, ma la base è assolutamente solida | |
| Longevità: | 92 |
| Storia intrigante e multiplayer eccellente | |
| GLOBALE: | 90 |
| Pro: | Contro: |
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